giovedì 2 luglio 2009

CIAO MIMMO

e poi una mattina non ti sei più svegliato,
io volevo dirti che mi avevi lasciato
sul viso una riga spietata,
che me l’avresti pagata
ancora una volta.
I capelli ce li siamo tirati davvero
ricordi?
e non cadevano soli.

Lo so, non è il mio dolore che conta,
rimestano la minestra i vivi che restano
e tu conosci l’adagio.
Però che cosa lasci
se solo una mano stretta che mi diceva
è un infarto?
mi rimane?

Questa è stata
l’ultima tua fragilità

prima di dirci ciao
con tre dita

non abbiam saputo più nulla
di quello che pensavi
persino la porta chiudevi
se parlavi col prete.
Ci ha detto che

attendevi l’imbarco
coi sospesi.

E ora non una scusa, fratello
non un biglietto messo sotto
gli occhi di tutti. Solo i cerotti
di morfina sono rimasti
appesi al chiodo. Erano
gli ultimi guantoni
con cui hai picchiato
la vita.

3 commenti:

seia ha detto...

Molto bella, davvero.

giuseppe quaranta ha detto...

Grazie seia :)

ile ha detto...

triste...prtroppo è più che una poesia!

Posta un commento

Give Peace a Chance